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Una mattinata dedicata alla memoria e alla responsabilità quella di sabato 21 marzo nell’Aula Magna del Liceo “Copernico”, dove l’Osservatorio Regionale Antimafia, insieme al presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, ha scelto di celebrare la Giornata nazionale in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
L’iniziativa ha voluto valorizzare il percorso di educazione alla legalità che l’istituto porta avanti da oltre dieci anni. Dopo il saluto del dirigente scolastico Paolo De Nardo, la docente Susi Del Pin, referente del progetto, ha ripercorso i lavori realizzati dagli studenti nel corso degli anni per commemorare la ricorrenza.
Nel corso dell’incontro è stata ricordata l’unica vittima innocente di mafia del Friuli-V.G., l’agente di Polizia Eddie Walter Max Cosina, morto nella strage di via D’Amelio del 1992 a Palermo. Un pensiero è stato rivolto anche ai numerosi bambini vittime delle organizzazioni mafiose.
Gli studenti hanno avuto un ruolo centrale: la classe 3D ha presentato un video-intervista sulla percezione del fenomeno mafioso in Friuli, mentre le classi 4C e 4D hanno condiviso riflessioni e immagini del recente viaggio in Sicilia organizzato con l’associazione Addiopizzo. Particolarmente intensa la testimonianza della studentessa australiana Thalia Church, che ha raccontato l’esperienza vissuta con lo sguardo di chi si avvicina per la prima volta alla storia delle stragi di mafia in Italia.
La mattinata si è conclusa nel giardino della scuola con la piantumazione di un albero, donato dall’Osservatorio al nostro liceo. Un gesto simbolico, spiegato dal dirigente scolastico e da Barbara Clama, presidente di Ora Fvg, come segno di speranza: «Chi pianta un albero – è stato ricordato – lo fa pensando che altri potranno godere della sua ombra».
Clama ha inoltre richiamato l’attenzione sull’attualità del fenomeno mafioso: «Dal 2000 a oggi le vittime innocenti sono state 187, di cui 31 con meno di vent’anni». Un monito che riguarda anche il nostro territorio, definito «una regione di confine che non può permettersi di abbassare la guardia».