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Martedì 24 marzo un gruppo di 26 studenti del triennio ha preso parte all’annuale Visita-studio sul Confine Orientale, promossa con il sostegno di fondi regionali dalla rete interscolastica “Diamo ali alla memoria”, di cui fanno parte, oltre al “Copernico”, il liceo “Marinelli” e l’istituto “Marinoni”.
L’iniziativa ha proposto un itinerario educativo tra Basovizza, Gorizia e Nova Gorica, con l’obiettivo di approfondire le complesse vicende del confine orientale. Il percorso, guidato dagli esperti dell’associazione goriziana “Quarantasettezeroquattro”, ha ripercorso le principali tappe storiche che hanno segnato quest’area, a partire dai nazionalismi di fine Ottocento che contribuirono a indebolire la coesione dell’Impero austro-ungarico, fino alla caduta delle barriere che per decenni hanno diviso Gorizia. L’attenzione si è soffermata soprattutto sugli eventi del Novecento, dalla Prima guerra mondiale all’occupazione fascista della Jugoslavia, fino alla tragedia delle foibe e all’esodo istriano-dalmata, senza tralasciare le vicende sul confine della “cortina di ferro” durante la Guerra fredda.
Il viaggio è stato preceduto da un incontro di formazione, durante il quale Štefan Čok, storico triestino della minoranza di lingua slovena, ha fornito agli studenti alcuni strumenti per comprendere il contesto culturale e storico dei luoghi visitati.
La prima tappa del percorso è stata Basovizza, sul Carso triestino, dove gli studenti hanno visitato il monumento ai caduti eretto per commemorare quattro antifastisci sloveni condannati a morte dal Tribunale Speciale italiano nel 1930 durante il Ventennio. A breve distanza il gruppo ha poi visitato il monumento della “foiba” di Basovizza, altro luogo simbolo di una vicenda storica complessa e ancora oggi oggetto di dibattito e di contrapposizioni ideologiche.
Il gruppo si è trasferito a Gorizia nella tarda mattinata e ha visitato la Galleria Bombi, installazione visiva realizzata in occasione di Gorizia capitale europea della cultura. Successivamente, ha preso parte alla performance audioguidata intitolata “Orfana la mia città”, dedicata alla storia del capoluogo isontino e del suo confine. I partecipanti, muniti di cuffie con voce-guida, hanno approfondito le molteplici dimensioni della città, esplorando sia le memorie ancora presenti che quelle rimosse, i segni storici del passato e l’impegno verso un futuro improntato al dialogo e alla pace.
Il gruppo si è recato poi in piazza Transalpina, simbolo della separazione della città, visitando il moderno museo interattivo EPIC situato poco oltre il confine. Successivamente si è diretto verso il centro di Nova Gorica, dove, in una sala dell’Xcentre, si è tenuto un confronto finale guidato dallo storico Alessandro Cattunar di “Quarantasettezeroquattro”. Questo momento ha permesso ai partecipanti di riflettere e riassumere i tanti stimoli ricevuti durante il viaggio. È stata una giornata immersa nella storia, su un confine che continua a suscitare domande e sollecitazioni.
[Si ringrazia il prof. Luca De Clara del liceo “Marinelli” per il contributo nella redazione dell’articolo]