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Giovedì 29 gennaio una decina di classi quarte e quinte ha preso parte a una visita a distanza al Museo Memoriale di Auschwitz-Birkenau, promossa in occasione della Giornata della Memoria.
Il collegamento si è svolto direttamente dall’ex campo di concentramento, con la guida di Michele Andreola, da anni impegnato nelle attività educative del museo rivolte alle scuole. Nel corso dell’incontro Andreola ha richiamato il valore problematico del luogo, sottolineando come Auschwitz non offra spiegazioni definitive, ma sollevi interrogativi sul passato e sul presente: «Questo luogo ci mostra di cosa l’uomo è capace, ma non perché. Auschwitz non dà risposte, ma solleva domande, anche su quanto sta succedendo oggi nel mondo».
La visita ha permesso agli studenti di ripercorrere la storia del campo a partire dall’invasione tedesca della Polonia nel 1939. Nato come campo di concentramento, Auschwitz divenne nel 1942 un centro di sterminio, in cui l’uccisione dei deportati assunse un carattere sistematico. Oltre l’80 per cento delle persone deportate fu assassinato all’arrivo: ebrei, rom e sinti, omosessuali, oppositori politici e appartenenti ad altre minoranze. Sono i “sommersi” di cui scrisse Primo Levi, mentre i “salvati” costituirono una minoranza. Tra il 1943 e il 1945 partirono convogli anche dall’Italia e dal Friuli, in seguito alla collaborazione del regime fascista con l’occupante tedesco.
Il percorso on line ha offerto agli studenti l’occasione per comprendere come la Shoah sia stata l’esito di un lungo processo ideologico e politico. Un percorso che sarà approfondito in classe nelle sue cause e responsabilità e che la visita ha contribuito a contestualizzare. La giornata ha rappresentato anche un momento di memoria e riflessione condivisa, volto a confrontarsi con esperienze di dolore e di morte che, pur lontane nel tempo, continuano a interrogare il presente.
L’iniziativa si affianca agli altri percorsi dedicati alla memoria e alle attività promosse dall’istituto per diffondere la consapevolezza storica.