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Centoventisei ragazzi delle classi 4A, 4C, 4D, 4G, 4H e 4Dlsa con il coordinamento della referente del Progetto prof.ssa Susi Del Pin, hanno ripercorso i passi fatti dai loro compagni, che hanno vissuto la stessa esperienza a partire dal 2015 e si sono recati in Sicilia. Visto il numero elevato di adesioni al progetto, come lo scorso anno sono stati formati due gruppi: dal 30 settembre al 4 ottobre le classi 4A, 4G, e 4H accompagnate dai docenti Santamaria, Carlini, Cojutti e D'Ambrosio; dal 14 al 18 ottobre le classi 4C, 4D e 4Dlsa accompagnate dai docenti Del Pin, Candotti, Andretta e Frangipani.
Il percorso, guidato dai mediatori di Addiopizzo Davide ed Ermes, ha permesso alle classi di riflettere sulla storia della Sicilia martoriata dalle guerre di mafia e dalle stragi degli anni Novanta, ma anche sulla storia del riscatto voluto da tanti cittadini che hanno creato movimenti di cittadinanza e di democrazia, fra i quali appunto Addipizzo, comitato di cittadini, nato nel 2004, che ha riunito imprenditori, commercianti e consumatori per affermare l'esistenza di un'economia pulita che rifiuta la logica del pizzo. La competenza di Ermes e Davide, le loro parole toccanti e impegnate per cinque giorni sono state un sostegno costante per i nostri allievi, che così sono entrati a stretto contatto con la realtà più profonda della Sicilia. Il percorso, ormai collaudato in questi anni, ha permesso di ammirare sotto lo splendido sole siciliano ancora estivo la Valle dei templi di Agrigento, la casa di Pirandello, il percorso arabo-normanno di Palermo con la Cattedrale, la Cappella Palatina e il Duomo di Monreale con il magnifico Chiostro, ma soprattutto di vivere la ricchezza di testimonianze forti e spesso commoventi.
A Capaci c'è stato l'incontro con Dario Riccobono, il fondatore di Addiopizzo Travel. Nel Giardino della Memoria, che è stato inaugurato in occasione dei 25 anni della strage di Capaci, è stato tracciato un quadro storico degli eventi di quel tragico 23 maggio 1992, mostrando i punti precisi in cui sono state svolte le operazioni di morte da parte dei mafiosi. La sua testimonianza è stata affiancata da Antonio Vassallo, il primo fotografo della strage, che ha messo in luce la tragedia di quel sabato di maggio, ma soprattutto le traversie giudiziarie, che lui ha potuto vivere in prima persona, in quanto conosceva i compaesani, diventati i “manovali” che avevano collaborato nella preparazione dell'attentato.
Forti e toccanti sono state le parole di Rocco Ranieri, costruttore dell'Hotel Torreata e di Simone Tuttolomondo, Direttore dell'Albergo-Ristorante Mosè di Agrigento, che hanno descritto ai giovani il loro impegno per permettere alla gente di lavorare nel rispetto della legalità in un ambiente dove c'è un'illegalità diffusa.
Nella sede di Addipizzo, bene confiscato alla mafia e riassegnato alla società civile, i ragazzi hanno ascoltato rapiti la testimonianza di Gregorio Porcaro, viceparroco di Padre Puglisi, che per due ore ha descritto sempre con il sorriso sulle labbra la grandezza di un piccolo e semplice uomo, parroco combattivo e pieno di speranza nel degrado di Brancaccio. Le sue parole non hanno solo parlato del sacerdote ucciso nel 1993, ma hanno toccato nell'intimo tutti noi. Per lui i ragazzi di Brancaccio che ce l'hanno fatta non sono il miracolo di Padre Pino, ma sono il risultato di un progetto di amore. Solo chi ama, chi si fa come l'altro, permette alle persone che vivono in un contesto di degrado di
immaginare un futuro. È stato proprio questo progetto di amore che dava un'alternativa alla mafia, che ha decretato la condanna a morte di don Puglisi da parte dei fratelli Graviano.
Ogni classe adesso avrà la possibilità di riflettere su questo viaggio e sull'esperienza vissuta per realizzare percorsi di approfondimento, come già altri allievi in passato sono riusciti a fare e a documentare ottenendo importanti riconoscimenti a livello regionale e nazionale.
Per le impressioni dei ragazzi e per le foto di questa magnifica esperienza si rimanda al prossimo numero del giornalino scolastico “L'intrepido” .